Chi erano, cosa pensavano gli uomini che indossavano quelle uniformi?
Lasciata alle spalle l'area espositiva più tradizionale, un frammento di lettera di un soldato alla sua famiglia c'introduce nei luoghi della memoria.
La roccia il ferro, il ghiaccio, la nebbia, la neve, la notte: sei elementi materici, fortemente legati alla montagna, caratterizzano sei rappresentazioni sceniche; sei gruppi scultorei riproducono gruppi di soldati pietrificati della stessa materia della scena. La forza e bellezza dell'insieme scultoreo lacerato dalle immagini proiettate sugli interi elementi scenici restituiscono frammenti della vita del soldato in montagna: azioni di guerra e ricordi di cose lontane, volti di madri, figli, sguardi, ansie, attese e ricordi appaiono per poi dissolversi come in sogno.
L'eco di uno sparo, il rumore di marce lontane, una canzone, comandi gridati, il canto delle cicale: suoni che corrono nello spazio, che ora sono vicini, poi solo un eco lontano donano un ulteriore drammaticità all'intervento evocativo.












